Chi sono gli influencer?

La figura dei social media influencer descritta come “individui che si trovano nel grafico
sociale di un consumatore e hanno un impatto diretto sul comportamento di quel
consumatore” ha origini molto recenti ed è difficile trovare una
definizione univoca nella letteratura. C’è chi li chiama “digital influencer” e chi, come
Turcotte, li definisce “Social Media Opinion Leader”. Nella prima
decade del 2000 sono stati spesso associati alla figura dei blogger ma ormai anche questa definizione è stata superata. I social media influencer oggi possono essere identificati in base al loro livello e tipo di coinvolgimento in relazione alla marca e alla loro capacità di influenzare gli altri ;
altri distinguono tra influencer “grassroot”, ovvero consumatori privi di esperienza
professionale e non in possesso di una posizione rilevante, e “designated celebrities”, cioè
professionisti con posizioni riconosciute istituzionalmente, ma la distinzione più comunemente utilizzata è quella basata sul numero di follower.
A prescindere dalle differenze di definizione che possono essere utilizzate, gli influencer
presentano attributi comuni, come ad esempio la credibilità, la competenza, l’entusiasmo,
la connettività e la centralità all’interno della propria rete che consentono loro non solo di influenzare un numero sproporzionatamente elevato di consumatori, ma anche di essere uno strumento efficace di marketing attraverso la creazione e la distribuzione di contenuti.
Alcuni aspetti fondamentali di queste nuove figure che uniscono digital e business
riguardano inoltre il rapporto che lega influencer e intention to buy : questo dipende da
quattro aspetti intrinseci degli influencer e legati indissolubilmente l’un l’altro che sono
l’autorevolezza, la conoscenza, il posizionamento e le relazioni.
L’autorevolezza è la qualità di essere riconosciuti affidabili, gli influencer spesso non sono
ritenuti degni di fiducia in tutti i campi ma sono legati a uno specifico settore (es. settore
della moda, del beauty, dei viaggio, della cucina); la conoscenza quindi deve essere
specifica e approfondita riguardo uno specifico argomento ed è quella che deve
contraddistinguere la persona in modo tale da sostanziarne l’affidabilità; il
posizionamento è necessario perché non è possibile influenzare le persone senza avere
una rete a cui parlare, questa deve essere il più verticale possibile sull’argomento e
l’influencer deve avere una posizione centrale al suo interno; l’ultimo elemento è quello
delle relazioni, infatti è solo grazie allo sviluppo di queste che il messaggio si diffonde. Gli
influencer non sono quindi persone speciali, ma è la loro reputazione, composta
dall’insieme di questi elementi, la chiave di svolta nel processo di influenza.
Gli influencer vanno dalle baby celebrity agli ultra ottantenni e spaziano in tutti i settori,
anche se i principali sono la moda e il lifestyle.
Non ci stupisce quindi che in Italia le “social icon” (blogger, youtuber, instagrammer),
trainate da Chiara Ferragni e Clio Zammatteo, siano le più seguite, con quasi un quarto
degli interi utenti che le spia sui social network , distaccando musicisti
e personaggi della TV che superano di poco il 5% del totale.
