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Pro e Contro dell’influencer marketing

Gli influencer hanno davvero un peso sulle vendite?PRO e CONTRO

Che piacciano o no, che si condivida o meno che sia stata categorizzata come una delle professioni 2.0, è un dato di fatto che ormai gran parte delle aziende includa nel proprio piano di comunicazione l’influencer marketing. Il 60% dei brand, per l’esattezza. Tuttavia, la domanda che mi sono posta quest’oggi è: conviene davvero includere questa tipologia di guadagno nel proprio range di spese pubblicitarie? “Passeggiando” per diversi siti e prendendo in considerazione le opinioni di esperti, ho raccolto per voi PRO e CONTRO.

PRO dell’influencer marketing

Gli influencer, in virtù della notorietà raggiunta, possono arrivare ad un pubblico molto ampio, raggiungendo nuove fette diclientela per l’azienda. Un brand può entrare nel radar di un nuovo target di consumatori: i follower dell’influencer che, seguendo il personaggio, vengono in contatto con la marca. Ciò consente, rispetto ai mezzi tradizionali, di comprendere meglio esigenze e gusti della clientela.

Una strategia di influencer marketing ben progettata farà innalzare il volume di traffico sul sito, il che accrescerà le probabilità di successo. Inoltre chi arriva al prodotto tramite gli influencer è già informato e in qualche modo convinto dell’azione da svolgere (ovvero acquistare).

È risaputo che i consumatori preferiscano ricevere consigli su prodotti o servizi da persone di cui si fidano, meglioinfluencer-marketing8 se attinenti al settore e davvero esperte. Come succede nella realtà, siamo più propensi ad ascoltare persone di cui normalmente abbiamo stima anziché andare alla cieca.

Il ritorno in termini di immagine e reputazione è notevole, dal momento che i consumatori sono pressocchè abituati ad essere corteggiati e bersagliati da pubblicità e da più parti. Se si crede di convincere i clienti puntando tutte sulle caratteristiche del prodotto, ci sbagliamo di grosso. L’unica maniera per portare il cliente finale a preferire noi ai nostri competitor è riuscire a prenderli…sul lato emozionale.

CONTRO dell’influencer marketing

Anche l’influencer marketing va pianificato. Come ogni altro strumento si deve progettare un percorso continuativo, impegnandosi a costruire una relazione con il target di riferimento, per avvicinarlo davvero al brand. Non si deve mai superare il limite di naturalezza e lasciare che il marketing diventi troppo “marchettaro”. Se l’influencer consiglia un determinato prodotto utilizzando il suo stile espositivo allora la promozione potrà risultare autentica.

Non si deve dunque chiedere dunque all’influencer di superare i propri limiti o esprimersi in aziendalese. Il rischio è compromettere la veridicità e perdere la credibilità acquisita. Infine, anche se può risultare ovvio, stare attenti a chi si sceglie. Se non viene fatto precedentemente un tipo di studio adeguato, si rischia di buttarsi la zappa sui piedi e anziché incrementare le proprie vendite,penalizzare il proprio prodotto.

IL LATO OSCURO DEGLI INFLUENCER: DIPENDENZA DA LIKE E ANSIA

Il mestiere del web influencer non è solo rose e fiori, ma porta con sé ansie e dipendenze.
Fino a qualche anno fa, alla domanda “Cosa vorresti fare da grande?”, non avresti mai ottenuto come risposta “l’influencer”. Oggi invece, pare che questo sia uno dei lavori più gettonati e che anche i genitori ambiscano a questo futuro per i propri figli. Ma il mestiere dell’influencer è tutto rose e fiori? Pare proprio di no e i disturbi legati all’ansia crescono ogni giorno di più.

L’ansia degli influencer

Il lavoro da web influencer è diventato la massima aspirazione lavorativa dei nostri tempi, ma porta con sé dei disagi e delle dipendenze che, mai come negli ultimi anni, sono aumentate notevolmente.

In primis, abbiamo la dipendenza dai social. Un influencer che si rispetti infatti, utilizza il web per ogni cosa e condivide ogni aspetto della giornata. Come avrete visto dalla Ferragni, il suo compito non è solo condividere i suoi “outfit of the day”, ma coinvolgere anche i suoi follower nella sua quotidianità. Il tutto deve risultare più genuino e naturale possibile, perché se il fan vede che c’è qualcosa di artefatto, l’unlike è dietro l’angolo. La dipendenza però, non è data solo dal dover condividere, ma anche dallo ‘spiare’ continuamente il lavoro di altri influencer. Scoprire che un rivale ha più follower o più like, spinge l’imprenditore digitale a farsi mille domande e a cercare di capire dov’è l’errore. A tutto ciò si aggiunge l’ansia.

Chi più e chi meno, sa quanto può essere distruttiva questa patologia mentale e, non a caso, soprattutto negli ultimi anni, l’utilizzo di psicofarmaci è aumentato notevolmente. Questa patologia, potrebbe arrivare ad avere lo stesso andamento dei social: più gradimenti ci saranno e meno l’ansia si farà sentire, e viceversa. Insomma, l’imprenditore digitale, seppure sia un lavoro da sogno, porta con sé anche aspetti decisamente negativi.

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